Luna Nuova del 2 giugno 2009
Qual è il vostro punto di forza, all'interno della lista e/o del programma?
Come lista abbiamo senz’altro le competenze per far ripartire il Comune, dargli una prospettiva e gestirlo con successo nei prossimi cinque anni. Siamo l’unica lista che ha fatto una campagna assertiva “per” qualcosa e non “contro” qualcuno: siamo fieri di essere la continuità con la minoranza uscente, lo riteniamo un valore, perché questo ci consentirà di avviare il programma presto e bene. Due sono gli aspetti qualificanti del nostro Programma: la concretezza e la progettualità. I cittadini tutti hanno bisogno di riguadagnare fiducia nell’Amministrazione e di vedere delle prospettive reali. Il nostro Programma è l’unico a contenere numeri e, si sa, il numero è inequivocabile.
Come pensate di gestire il malcontento dei cittadini legato alla questione rifiuti?
Il problema della raccolta rifiuti è prevalentemente di natura economica e deriva dal fatto che l’Amministrazione ha allentato il controllo sulla Società che eroga il servizio. Opereremo secondo tre direttrici la prima delle quali incide direttamente sul rapporto con l’Erogatore del servizio (convenzione e controllo costi); la seconda agirà nel senso di modificare i criteri di erogazione del servizio (frequenze e modalità di raccolta) riducendone i costi. In ultimo infine adotteremo meccanismi economici premianti in favore dei comportamenti virtuosi dei cittadini ed azioni deterrenti allo scopo di ridurre le manifestazioni di malcostume.
Cosa può fare una futura amministrazione condovese per opporsi alla crisi economica di questi tempi?
E’ nostra convinzione che il Comune debba riappropriarsi del suo ruolo istituzionale che non è solo quello di riscuotere tasse e contributi e provvedere ai servizi essenziali, ma anche quello di rappresentare un riferimento costante della vita dei cittadini e di essere soprattutto l’ispiratore dell’iniziativa privata definendo delle precise linee guida programmatiche. Il Comune deve avere una vocazione: oggi lo sviluppo economico non si ottiene riempiendo campi e prati di capannoni industriali o cementificando il territorio. Per avviare un progetto imprenditoriale di successo, oggi non sono più necessari colossali investimenti in macchinari, edifici e forza lavoro. Si sta invertendo uno dei principi del passato in base al quale il lavoro è costretto a seguire il capitale, insediandosi dove l’impresa capitalistica decide di installarsi. Oggi il capitale insegue il talento laddove esso si concentra: ci candideremo ad essere sede di Centri di Competenza nelle nuove tecnologie e nei settori più avanzati.
La montagna di Condove come viene considerata dalla vostra lista e nel vostro programma?
Porremo un’attenzione particolare alle problematiche della montagna con l’obiettivo di trasformarla nella vera risorsa del paese. Per prevenire e rallentare lo spopolamento delle aree montane pensiamo di sostenere un flusso di ritorno alle borgate montane attraverso interventi per consentire una maggiore fruizione del territorio a chi già ci abita e a chi vorrebbe trasferirvisi a vivere stabilmente. La tutela di un territorio passa attraverso la manutenzione dello stesso e non c’è manutenzione migliore dell’essere vissuto: invogliare le persone a vivere in montagna avrà sicuramente ricadute positive su tutta la collettività. Incoraggeremo l’opera dei Consorzi montani già costituiti e, se necessario, ne favoriremo la costituzione di nuovi per cercare di raggiungere in maniera “vivibile” le borgate montane. L’azione avrà inoltre un’efficace ricaduta sul piano sociale: oggi molti pensionati sono gli eredi diretti, oppure gli stessi, abitanti delle borgate scesi al “piano” per ragioni di lavoro cui non par vero di poter rientrare nei luoghi d’origine (ovviamente a condizioni non penalizzanti).
La vostra posizione sulla questione Tav, osservatorio e possibili linee future?
Non concederemo che infrastrutture e progetti sovranazionali transitino senza lasciare ricadute occupazionali permanenti sul territorio. Come Amministratori di una piccola realtà locale ci adopereremo con tutte le nostre forze, con le nostre deleghe e con tutto il sostegno dei cittadini per essere presenti nei tavoli decisionali. Valuteremo l’impatto di ogni grande opera all’interno delle cornici del nostro Programma e decideremo di conseguenza. La nostra progettualità ci porta a escludere da ogni negoziato tutte le opzioni inerti e passive, quelle cioè che non siano in grado, una volta attuate, di produrre ricchezza ed indotto occupazionale ad elevato valore aggiunto. Su questo fronte ricusiamo la proposta di iniziative infrastrutturali di tipo tradizionale (strade, marciapiedi, argini fluviali, sovrappassi e/o impianti sportivi); pensiamo piuttosto allo sviluppo di incubatori di piccole imprese altamente specializzate con forte specializzazione sulle nuove tecnologie e grandi competenze nei settori trainanti (logistica, energia, sicurezza).
La prima cosa da fare a Condove nel caso che voi vinceste?
Affronteremo in maniera organica il “sistema viabilità” del centro, come delle Borgate a più elevato sviluppo abitativo. Ripenseremo complessivamente il servizio di raccolta dei rifiuti. Riacquisiremo il controllo dei beni e delle proprietà del Comune. Reagiremo al senso di abbandono che pervade il cittadino per l’assenza di un indirizzo chiaro cui ispirarsi: tutti i cittadini devono avere dal Comune il conforto di una prospettiva.
mercoledì 3 giugno 2009
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